venerdì 14 giugno 2013
martedì 11 giugno 2013
giovedì 6 giugno 2013
la passion du pain
“la
passion du pain”
un
appuntamento imperdibile!
prima
volta al sud
Martedì
11 Giugno
dalle 10°° alle
18°° c/o Terra &
Libertà –
Montella (AV)
i
CONTADINI FORNAI di Terra & Libertà
incontrano
i
CONTADINI FORNAI
FRANCESI
una
“lezione magistrale” con
NICHOLAS
SUPIOT
tradotta
in italiano, in cui verranno mostrate tutte le fasi della
panificazione con pasta madre,
su
come ”PANIFICARE I GRANI ANTICHI” un’occasione unica d’imparare
perché e come panificare grani deboli in glutine e ricchi di
nutrienti
Fondatore
del movimento dei Paysans Boulangers e protagonista del video “Les
Blés d’or”, ha salvato centinaia di varietà di grano che
coltiva e panifica nella sua fattoria in bretagna con un metodo
speciale per valorizzare i nutrienti. Grazie al suo approccio
sistematico ed olistico alla panificazione, è in grado di fornire
strumenti per migliorare il proprio pane e/o adattare il metodo di
panificazione ai grani locali antichi.
è
gradito un contributo di 25€ per sostenere l’iniziativa
in
giornata durante le pause condividiamo cibo genuino, noi facciamo
pizze contadine con grani antichi e quello che ci passa per la testa…
possibilità
di ospitalità con sacco a pelo in stanza comune per chi volesse
arrivare il giorno prima.
Accoglienza
Rurale “Terra&Libertà”
Sp
386 n. 66, Loc S.Francesco a Folloni, Montella (AV)
martedì 4 giugno 2013
NE' PRIVATA NE' DI STATO -SENZA SOLDI
La recensione di Sandro Medici – candidato indipendente a sindaco di Roma – di “Senza soldi”, il libro edito da Intra Moenia con Democraziakmzero e Altramente (http://www.democraziakmzero.org/2013/05/03/senza-soldi-il-libro/). La recensione è stata pubblicata dal manifesto del 16 maggio 2013.
Ecco l’articolo.
Sopravvivere alla crisi non è solo una necessità. Non riguarda solo dove cercare occasioni di reddito, cosa progettare per promuovere lavori e attività produttive. Quel che sta affiorando nel mondo, tra le mille e mille esperienze «ostinate e contrarie», è anche (in alcuni casi, soprattutto) inaugurare pratiche di relazione libere dall’ossessione del profitto e dalla ferocia dello sfruttamento. Un’insorgenza di nuovi itinerari che sfuggono all’angustia mortifera di un capitalismo che debilita popoli e territori. Un processo diffuso e multiforme che introietta l’asprezza della crisi come bisogno di soluzioni alternative da sperimentare nel concreto. Siamo infatti nel pieno di un collasso finanziario che scompensa e devasta l’economia planetaria e che nessuno sembra in grado di sanare. la posta in gioco è come uscire dalla crisi prefigurando modalità e pratiche che si discostino dai modelli speculativi all’origine della crisi stessa. Per esempio, collaudando un’economia che faccia a meno dell’intermediazione monetaria.
È già successo che nei cicli critici del capitalismo maturassero forme economiche alternative, con cui le comunità sociali riuscivano a difendersi dall’impoverimento, trovando via via gli antidoti con cui riassestare la propria condizione materiale. Ma di questi tempi, fors’anche per la natura strutturale della crisi, l’impressione è che si stia componendo un modello destinato a cambiare profondamente sia i processi produttivi, sia le coordinate sociali del consumo e dello scambio. Una nuova cultura economica, insomma. Una trasformazione che riattualizza antiche modalità di mutuo soccorso e promuove, allo stesso tempo, un’inedita gestione delle risorse, rispettosa dell’esigenza redistributiva. Se non fosse una definizione inflazionata, si potrebbe parlare di economia come bene comune. Né privata né pubblica: un’autoproduzione di alimenti e merci, servizi e opere immateriali, frutto di consapevolezza culturale e autorganizzazione politica.
Grazie per i commenti.
L'ITALIA DESNUDA
L’Italia desnuda
— 3 giugno 2013
Cinquant’anni fa accadevano casualmente dei fatti che rendono il 1963 un anno cruciale per la storia del rapporto tra esseri umani e ambiente nel nostro paese. Il 9 ottobre il monte Toc franava sull’invaso idroelettrico del Vajont provocando la morte di 1910 persone. Giusto un mese prima, Le mani sulla città di Francesco Rosi veniva premiato con il Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia. Nella primavera, la segreteria nazionale della Dc sconfessava e affossava definitivamente la proposta di riforma di nuova legge urbanistica dell’ex ministro Fiorentino Sullo che prevedeva la possibilità di esproprio delle aree edificabili, separando diritto di proprietà dal diritto di edificazione. Sempre quell’anno, per merito della casa editrice Feltrinelli, usciva in italiano Silent Spring di Rachel Carson, il libro capostipite dell’ambientalismo scientifico, che raccontava gli effetti persistenti del Ddt sugli ecosistemi. Insomma, eventi apocalittici rivelatori e conflitti politici dirimenti aiutavano l’Italia ad uscire dall’ubriacatura collettiva degli anni del miracolo economico postbellico e ci facevano prendere coscienza delle ingiustificabili follie devastatrici di un non-modello di sviluppo “estrattivista” – diremmo oggi – asservito agli interessi della rendita. Tra speranze di cambiamento (il centro-sinistra) e successivi disastri (la frana di Agrigento e le alluvioni di Firenze e Venezia nel 1966, ad esempio), nulla cambierà fino ai nostri giorni. Anzi, gran parte della finanziarizzazione dell’economia iper-neo-liberista ha come unico “sottostante” il mattone e le grandi opere. Il nostro era e resterà “il paese della metastasi cementizia”, dello sprawl urbano, della città diffusa, dell’“espansione per adduzione continua”… tanto da finire per essere governato dal più noto immobiliarista formatosi nella Milano da bere, Berlusconi.
giovedì 16 maggio 2013
SALVIAMO IL PAESAGGIO MOZIONE POLITICA BOLOGNA 4 MAGGIO
Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio
MOZIONE APPROVATA IL 4 maggio 2013 A BOLOGNA
DALL’ASSEMBLEA NAZIONALE
DEL FORUM SALVIAMO IL PAESAGGIO
Gli effetti della crisi ambientale, sociale, economica e finanziaria si sono esasperati nel corso dell'ultimo
anno e mezzo, rendendo ancor più attuale e necessario il messaggio che abbiamo scelto di
racchiudere nel nome stesso della rete cui abbiamo dato vita nell'ottobre dell’anno 2011: “Salviamo il
paesaggio, difendiamo i territori”.
Per questo, le 911 organizzazioni aderenti al Forum italiano dei movimenti per la terra e il
paesaggio, che si è riunito a Bologna sabato 4 maggio 2013 per celebrare la sua terza assemblea
nazionale:
VOGLIONO ribadire con forza – chiedendo di condividere a tutti i livelli (politico, istituzionale,
associazionistico, privato) – il concetto che il suolo libero e il suolo fertile sono beni comuni degli
italiani, fondamento di tutte le funzioni ecosistemiche che stanno alla base della vita di ognuno,
dai quali si ricavano prima di tutto cibo, salute, sicurezza ambientale e bellezza, un immenso patrimonio
culturale collettivo e condiviso, di questi tempi la più grande opportunità economica per la Nazione. Una
risorsa insostituibile e non rinnovabile, sulla quale si può costruire il futuro del Paese e si
possono creare tante opportunità di lavoro per le nuove generazioni;
VOGLIONO ribadire la necessità di considerare il valore assoluto ecologico-economico del suolo
libero e del suolo fertile;
VOGLIONO segnalare che il settore agricolo e il settore turistico, due grandi asset strategici del
Paese, generatori di cultura, benessere e ritorno economico, che sono stati troppo spesso relegati in
secondo piano da chi progetta il futuro dell’Italia, non possono prescindere dalla salvaguardia dei
territori liberi dal cemento, non consumati, non compromessi per sempre a scapito della collettività
per inseguire soltanto interessi privati.
INVITANO il governo a prendere atto che un ciclo economico fondato sul cemento che consuma nuovo
suolo (libero e/o agricolo) è terminato, come ben evidenziano i dati sugli immobili costruiti negli ultimi
anni e rimasti invenduti o mai immessi sul mercato (670mila, secondo Nomisma).
venerdì 10 maggio 2013
JAIRO RESTREPO RIVERA CORSO DI AGRICOLTURA ORGANICA IN CILENTO
FACCIAMOCI AIUTARE DALLE COMUNITA’ INDIGENE
Corso
di Agricoltura Organica e Rigenerativa
7,
8 e 9 giugno 2013
Tempa
del Fico
Contrada Feudo
Rofrano (SA)
L’Agricoltura
Organica e Rigenerativa è una disciplina teorico-pratica che attinge da
differenti esperienze sull’agricoltura biologica e che combina pratiche
colturali tradizionali con le moderne conoscenze tecnico-scientifiche; il suo
obiettivo è individuare con gli agricoltori e gli allevatori soluzioni pratiche
per la produzione di alimenti sani e di qualità a costi sostenibili.
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