giovedì 6 dicembre 2012

TERRA BENE COMUNE


venerdì 30 novembre 2012

articolo Manifesto su Terre demaniali


Terre demaniali: Bologna cuore delle campagne nazionali per la loto tutela

Foto di Michele Pelosidi Elisa Castelli
Circa un anno fa veniva approvata la legge di stabilità 2012 (ex legge finanziaria), che norma e definisce, secondo l’art.7, la dismissione dei terreni agricoli demaniali. Quest’articolo, poi rivisto e modificato nell’art.66 del DDL 24 Gennaio 2012, n°1, pone le basi per la vendita di terreni demaniali, con lo scopo di coprire una parte del debito pubblico.
In sintesi l’applicazione di questo decreto è spendibile su tutto il territorio nazionale, laddove i terreni agricoli non siano “utilizzabili per altre finalità istituzionali”, art.66, 1. Rientrano in questa dicitura differenti beni paesaggistici e produttivi, quali le aree protette (per cui “l’agenzia del Demanio acquisisce preventivamente l’assenso alla vendita da parte degli enti gestori delle medesime aree” art.66,6), e le aree che, “su richiesta dei soggetti interessatic, possono essere vendute da comuni, province, regioni, essendo proprietà di queste ultime.
L’estensione di questi territori non è di facile censimento, anche in virtù di precedenti decreti legislativi che ne hanno modificato l’entità, ma secondo la Coldiretti si tratta al momento di circa 338 mila ettari di terreni agricoli coltivabili, per un valore di circa 6,2 miliardi di euro. Sono, inoltre, zone agricole demaniali anche i territori caratterizzati dagli usi civici. Il diritto d’uso civico è vincolato all’utilizzo collettivo e indiviso di un dato patrimonio ambientale, affonda le radici nella storia di produzione agricola e di allevamento locale dei comuni rurali e montani.

La proprietà e la gestione collettiva della terra rimane oggi un diritto virtuale, radicato nella memoria di territori specifici, che numerose realtà in Italia stanno cercando di rivitalizzare. Questi sono i territori che fra solo vent’anni potranno, sempre secondo l’art.66, 8, ricevere una differente destinazione d’uso rispetto quella agricola attuale. Parallelamente al censimento da parte delle amministrazioni locali delle aree vendibili per sottoporle ad asta o a bandi di cessione diretta, sono nati in tutto il territorio nazionale gruppi locali che si occupano della registrazione dei territori demaniali gravati da una storia di uso civico. Lo scopo è quello di avere una considerazione reale dell’estensione di questi terreni, di evitare speculazioni e poter controllare, o bloccare, le vendite.
Le risposte attivate da questo decreto sono molteplici e destinate ad aumentare, visto la cadenza annuale (sempre entro il 30 Giungo) dell’alienazione dei terreni. All’interno di questo dibattito, CampiAperti, associazione bolognese di produttori e consumatori nata da circa una decina d’anni che trova nei settimanali mercati autogestiti del biologico un mezzo di sensibilizzazione importante, ha incentivato riflessioni, sollevato dubbi e proposto alternative, cominciate anzitutto sul territorio di Bologna e confluite in campagne di diffusione con risonanza nazionale.
La campagna “Terra bene comune”, ad esempio, sostiene la necessità di gestione di questi territori, in quanto bene collettivo, da parte delle comunità che vi sono insediate e quindi l’inalienabilità, senza consenso della popolazione tutta, degli stessi. Attraverso il blocco delle vendite e la tutela del patrimonio collettivo si alimentano le potenzialità insite nel ripensamento delle finalità e delle modalità di sfruttamento e di gestione dei territori specifici sulla base delle esigenze delle popolazioni locali.
Con la richiesta di svincolare quelli dalla possibilità di speculazioni, “Terra bene comune” nasce in seno alla più ampia campagna nazionale “Genuino Clandestino”, volta alla difesa dei piccoli produttori agricoli locali e alla denuncia delle norme che li penalizzano, ad incentivare le politiche di filiera corta che garantiscano una relazione diretta tra i produttori e i consumatori, in una relazione vincolata reciprocamente dalla responsabilizzazione riguardo il mercato alimentare e il futuro della produzione agricola sostenibile italiana.
Una terza iniziativa sta nascendo in questi mesi sul territorio comunale, in relazione alle precedenti e si tratta del progetto “Accesso alla Terra”. Per quanto non si occupi esclusivamente della vendita delle terre demaniali, la fondazione con proprietà collettiva che si sta creando, in collaborazione con MAG6 (Mutua Auto Gestione) di Reggio Emilia, vuole connettere la necessità di rivitalizzare le terre agricole abbandonate e il desiderio dei “nuovi contadini” di poter praticare quest’attività. Proponendo di raccogliere i sostegni finanziari di chi desidera partecipare all’iniziativa per l’acquisto di fondi agricoli da ridistribuire agli aspiranti piccoli produttori, il progetto cerca di superare il gap esistente fra l’esistenza di una fascia di popolazione che desidera tornare alla produzione agricola e la difficoltà nel reperire i finanziamenti per poter intraprendere una tale attività.
La catena che lega produttore e consumatore, in questa maniera è vincolata dalla proprietà collettiva e da un “controllo partecipato” che garantisce le modalità di produzione. Contrapponendosi alla politica di privatizzazione dei beni comuni, che rischia di disancorare negativamente la popolazione dalla memoria locale, queste campagne attivano positivamente delle riflessioni a riguardo della relazione tra popolazione, territorio e produzione agricola, diritto alla terra e necessità di presa in carico da parte della popolazione dell’ambiente, della socialità e della responsabilità nella cura che non possono venire delegate. L’approvazione dell’art.66 ha riaperto un dibattito mai sopito sulla gestione di ciò che è pubblico, privato e collettivo, su aree fino ad oggi per lo più tralasciate dall’interesse generale, un dibattito a cui è necessario dare spazio poiché tratta della trasmissibilità del nostro patrimonio sociale e ambientale.

Grazie per i commenti.

lunedì 26 novembre 2012

REPORT ASSEMBLEA 18 NOVEMBRE 2012

il report  sintetizza fortemente il lavoro dell'assemble che naturalmente è stato più articolato ed emotivamente interessante . Pertanto si invita gli assenti a prendere sempre parte a questi momenti.
Assemblea CortoCircuito Flegreo del 18/11/2012 (16.30-18.30) – “Stufe di Nerone”

mercoledì 21 novembre 2012

mercoledì 14 novembre 2012

18 Novembre 2012 dalle 10 alle 14 prossimo appuntamento



18 Novembre 2012  dalle 10 alle 14
nel giardino della Comunità DEDALO Via Spiaggia Romana 41 Localita’ Fusaro Bacoli
Casella di testo:
Associazione della Filiera Corta Flegrea
Occasione di incontro, di conoscenza e di scambio con esperienze rurali e artigiane
L’evento è a  RIFIUTI  ZERO per questo PORTA  CON TE :   borse riutilizzabili ,  contenitori usati per i detersivi  alla spina,  bicchieri riutilizzabili per degustazioni.   Sarà possibile conferire  olii esausti vegetali di produzione domestica a cura della Tecnofeed. 
Con la presenza di tutti i nostri soci produttori e artigiani, banchetti della Leche League Italia, lega per l’allattamento materno, del Caffè Tatawelo, del Gas Flegreo, di Casa Alice. Si raccoglieranno abiti e giochi per i bambini della Casa Famiglia di C/Volturno.
Alle 16 nel Salone delle Stufe di NERONE Assemblea Trimestrale dei SOCI da non mancare

info:      cortocircuitoflegreo@gmail.com; tel.:  3480079773/0818543238/3382232871 

lunedì 12 novembre 2012

Ricordando Barry


L'agricoltura italiana non può giocare in difesa e solo per la sopravvivenza

Negli anni 70 del ‘900 si è persa una grande occasione per dare una svolta al sistema socio-economico globale. Solo l'agricoltura, oggi, può sperimentare nuove forme di economia che ridisegnino lo scenario. Le riflessioni di Rossano Pazzagli dell'Università del Molise

di Alberto Grimelli


E' morto da poche settimane Barry Commoner, biologo e ambientalista, uno dei padri fondatori della cultura ambientale mondiale. Tra i più lucidi intellettuali del nostro tempo, nel 1971 mise in guardia l'umanità dalla dissennatezza che oggi stiamo vivendo, sulla nostra pelle: “La crisi ambientale è il segno sinistro di un inganno insidioso che sta nascosto nella tanto decantata produttività e nella ricchezza della moderna società basata sulla tecnologia.

giovedì 1 novembre 2012

Cosa è RESSUD e cosa è SIP?


RES SUD– Rete delle Economie Solidali del SUD
è un coordinamento di attori (reti, consorzi, associazioni, GAS, produttori e cittadini/e) di Abruzzo, Basilicata, Puglia, Campania, Calabria e Sicilia che si riconoscono nei principi dell'Economia Solidale e che vogliono realizzare un sistema economico e sociale, non violento e solidale, orientato all´ecologia ed al bene comune, costruito dal basso, che valorizza le relazioni prima che il capitale, che riconosce una equa ripartizione delle risorse fra tutti, che dà priorità al rispetto dell´ambiente naturale e della comunità sociale.
RESSUD si muove nel solco pieno delle esperienze nazionali di economia solidale e sociale e si riconosce nei valori delle 10 Colonne dell’Economia Solidale, documento elaborato all’Aquila nel giugno 2011 in occasione del convegno nazionale GAS /DES
Una Rete di economia solidale è una organizzazione che integra commercio giusto, consumatori consapevoli, finanza solidale, produzione sostenibile e autogestita, software libero, etc. e in cui tutti gli attori citati sono coinvolti nell’organizzazione di filiere produttive finalizzate a realizzare uno sviluppo ecologicamente sostenibile e solidaristicamente organizzato (E. A. Mance). È una riorganizzazione sociale dei flussi economici, culturali e valoriali attraverso un percorso dialogico e una collaborazione tra pari, una generazione di strutture democratiche di consumo, produzione, finanza, forme altre di vivere comune.
RESSUD si muove dentro questa prospettiva: è un contesto in cui è possibile confrontarsi sulle pratiche, dando voce così ad una idea mediterranea dell’economia solidale; è collettore delle testimonianze di un sud diverso che agisce dentro una economia altra, fatta di relazioni, di rapporti mutualistici e solidali, una economia del noi
RESSUD si propone di ampliare ed estendere le pratiche di economia solidale nel SUD attraverso la costruzione di una rete di relazione e scambio di esperienze e buone prassi, che possa contagiare nuovi territori e nuovi attori e sostenere la creazione di circuiti economici e culturali in cui le diverse realtà si rafforzano a vicenda.
RESSUD è una aggregazione coesa,  determinata, responsabile ma informale, non giuridicamente strutturata. I ruoli e i mandati vengono di volta in volta condivisi e determinati. Valgono  i principi di Responsabilità e Reciprocità. Le associazioni, i gruppi ,i consorzi che fanno parte di RESSUD si impegnano nel mutuo sostegno e nella cooperazione reciproca. L'idea portante è sviluppare capacità ,competenze, relazioni utili al consolidamento  e all'implementazione del lavoro di rete.
RESSUD è espressione dei territori – sintesi delle esperienze specifiche – ed è a servizio di essi.

Da Ressud nasce il progetto Sbarchi in Piazza e questo:

 
INVITO / MANIFESTAZIONE  D’INTERESSE / ADESIONE  ai SIP

A tutti i  Gruppi d'Acquisto Solidali, Associazioni, Centri sociali, movimenti, produttori , cittadini e cittadine

Come alcuni/e di voi  già sanno, l'anno scorso alcune realtà della Rete dell'Economia Solidale hanno dato vita a quest'iniziativa, volta essenzialmente a promuovere un'estensione della pratica del consumo critico, allargando  gli attuali confini della RES.
Le arance in piazza, come simbolo di uno scambio tra Sud e Nord improntato al mutualismo e alla sostenibilità, hanno rappresentato il cuore dell'iniziativa, che  ha coinvolto oltre i produttori locali varie altre categorie di produttori, agricoli e non, che dal sud, si sono recati fisicamente nelle piazze delle città centro settentrionali ad invaderle con la ricchezza dei loro prodotti
Un progetto politico, che si realizza attraverso la testimonianza dei produttori agro-alimentari (e non solo) del sud con importanti momenti di incontro, confronto e riflessione ha coinvolto  una platea più ampia di quella che da un pò di tempo amiamo definire l'"economia del noi", economia che realizza per produttori e consumatori una vera e propria "ecologia del vivere",  attraverso la riappropriazione consapevole, collettiva e partecipata del controllo sulla produzione e il consumo.

L'iniziativa si svolgerà tra fine febbraio e Maggio  2013. La durata di ogni evento può variare da uno a tre giorni, tendenzialmente nell'arco dei week end, con un massimo di 4-5 eventi possibilmente con la frequenza di uno sbarco al mese. Ogni sbarco si realizzerà in una regione diversa, prevedendo eventualmente più piazze nella medesima giornata, secondo le richieste avanzate. Ognuno si farà rappresentante non solo della propria esperienza ma dello spirito e del messaggio della RESSUD (rete dell'economia solidale del sud).
Il culmine dell'evento sarà “l'invasione” di una piazza con persone, prodotti e contenuti che animano l'economia solidale. Un evento/mercato/fiera di cultura, che racconti un'altra agricoltura (produzione) del sud; una pratica per un lavoro giusto, a sostegno dei diritti dei braccianti e dei lavoratori; una pratica di legalità in un contesto dove talora l'illegalità è legale;  che mette in piazza non i prodotti ma le storie dei produttori del sud e quelli del territorio interessato. Con momenti di socializzazione conviviale, quindi concerti, mostre, spettacoli e momenti di discussione a tema divisi secondo un'esigenza divulgativa e d'approfondimento, strutturati in modo frontale e circolare a seconda delle esigenze. Dalla sovranità alimentare alla sostenibilità ambientale passando per i vari settori in cui si traduce l'economia solidale e partecipata; che vuole testimoniare che l'Economia solidale è una alternativa reale per l'Italia e che l'alleanza tra consumatori/produttori ha il potere di costruire nuovi modelli democratici e sostenibili di consumo e produzione
Il comitato organizzatore di ogni Sip, che si auspica composto dal maggior numero possibile di realtà legate all’economia solidale locale (gas, des, Associazioni, Centri sociali, movimenti, produttori, cittadini e cittadine), avrà il compito di monitorare l’eventuale svolgimento contemporaneo di altre iniziative nello stesso territorio  legandolo a quelle che possano creare sinergie e ampliarne il significato.

Chi voglia organizzare un SIP deve mettersi in contatto con il referente della RESSUD, che raccoglierà la proposta valutandone la praticabilità in relazione al calendario che si forma man mano. Se già qualcuno nella stessa piazza o nella stessa regione ha preso l'iniziativa, sarà cura dei coordinatori di SIP mettere in contatto le diverse realtà perché collaborino all'organizzazione.
In relazione allo spirito e alle esigenze pratiche dell'evento, si richiede che vengano scelte piazze centrali o almeno di grande frequentazione, popolari nella fruizione, accessibili ai mezzi di trasporto dei prodotti e comode per l'allestimento del mercato e all’organizzazione degli eventi relazionali e culturali con le relative strutture.
Parte integrante del SIP sarà il pre-ordine dei prodotti del Sud che gli organizzatori, avvalendosi delle strutture dei Gas locali ma allargandone la base anche alle organizzazioni collaterali, sono invitati a promuovere. I referenti delle varie organizzazioni sceglieranno il o i produttori a cui effettuare l’ordine sul sito di Ressud.  In tale ordine, fatto con un certo anticipo e chiuso almeno due settimane prima  rispetto all’inizio della manifestazione, si cercherà di concentrare tutto il prodotto possibile in modo da rendere più sostenibili le spese di trasporto.


I produttori del Sud che vogliano partecipare a uno sbarco dovranno già far parte della rete dell'economia solidale almeno nella forma di un rapporto stabile coi gas, e contribuiranno ad allargare questa possibilità ad altri soggetti che si impegnano a lavorare per far crescere la rete. Comunque  i suddetti produttori dovranno essere accreditati dai referenti della loro regione.
Ogni produttore dovrà rispettare i criteri di sostenibilità ed equità sia nella produzione come nella commercializzazione, nonché realizzare una pratica di rete senza la quale nessuna economia solidale è possibile. In questo senso, è fisiologica necessità quella che ognuno sottoscriva il patto si solidarietà che lega i vari produttori coinvolti in questo progetto, aderisca alla carta dei principi elaborata dalla RES e si impegni  a condividere il progetto SIP a tutti i suoi contatti utili.
 Ogni produttore dovrà adottare la pratica della tracciabilità del prodotto e del il prezzo trasparente, ed esporre una scheda informativa sulla propria storia e le proprie modalità produttive. Ogni produttore si dovrà impegnare inoltre a comunicare il numero di eventi al quale parteciperà e dovrà tener fede all'impegno preso ovvero comunicare tempestivamente l'eventuale defezione di necessità.

Il progetto scuole vuole essere un altro centro nevralgico all’interno del processo di organizzazione dei SIP. Pensando che alla base di un vero allargamento della RES  le scuole siano senza dubbio l’anello più importante ed è da qui che dobbiamo partire se vogliamo preparare il terreno per un vero cambiamento. In tale progetto è di fondamentale importanza il ruolo degli insegnanti all’interno dei comitati organizzatori e dei loro istituti.
Il percorso che potremmo creare in preparazione di un Sip attraverso incontri con esponenti dei Gas locali e della Ressud, proiezioni di documentari e quant’altro, potrebbe  sfociare in un pre-ordine di istituto, con consegna in piazza coinvolgendo i ragazzi nell’organizzazione ed in un successiva eventuale vacanza-visita alle aziende del Sud, con sperimentazioni sul campo.

Vista la complessità di una manifestazione che per raggiungere i suoi fini, deve avere anche una adeguata copertura mediatica, invitiamo tutti gli interessati a contattare i referenti  coinvolti nell’organizzazione al più presto ed a manifestare il loro interesse non oltre la metà di Dicembre, in modo da poter stilare un calendario di massima  ed iniziare i percorsi che ci porteranno almeno un mese prima alla conferma delle manifestazioni.

 CORTOCIRCUITO FLEGREO E' PARTE DI RESSUD

www.ressud.org
info@ressud.org




Grazie per i commenti.

CORTOCIRCUITO & LUNA ROSSA


    

CORTO CIRCUITO FLEGREO                                                          
Associazione della filiera Corta   
 e   LUNA ROSSA
Associazione di Promozione sociale

                                                           
                                 PRESENTANO IL LIBRO

"PICCOLO E' MEGLIO" di CHIARA SPADARO

                                                                                                                                                                                 

                                                     


Perché il “piccolo” è meglio ? Perché funziona ! Lo dicono le storie di questo libro, che raccontano un’Italia inedita, dove la larga scala può imparare dalla piccola. Una cooperativa agricola che paga il giusto prezzo ai contadini, la “confindustria etica”, la Piccola Distribuzione Organizzata dove fare la spesa, una fabbrica di cemento che sfida la mafia, una pesca senza strascichi, i folli viaggi di turismo responsabile, i ristoranti con l’anima e molte altre. 20 storie che raccontano un modello economico e sociale differente e replicabile, che fa impresa senza guardare il profitto, che guarda avanti ma non si dimentica di chi resta indietro. La narrazione di un’altra Italia……

                                                GIOVEDI’  8 NOVEMBRE 2012 ORE 17,30
                                          PRESSO LA COMUNITA’ DEDALO
                             VIA SPIAGGIA ROMANA, 41 FUSARO BACOLI
Con la presenza dell’autrice, alcuni brani scelti saranno letti dagli
ospiti della comunità.  A seguire cena conviviale con i prodotti della filiera corta e note musicali in libertà…. 


x info : 3382232871 – 3475950465 - 3286093691


Grazie per i commenti.

martedì 30 ottobre 2012

PICCOLO E' MEGLIO


"Piccolo è meglio" Presentazione del libro a Pozzuoli (Napoli)

Giovedì 8 novembre, ore 18.00, Pozzuoli (Na), c/o Comunità Dedalo, Via Spiaggia Romana 41, Fusaro Bacoli


a cura di CortoCircuito Flegreo (http://cortocircuitoflegreo.blogspot.it/)
Con la partecipazone dell'autrice CHIARA SPADARO
Piccolo è meglio
di Chiara Spadaro
20 storie italiane di grandi “imprese” su piccola scala. Quando le dimensioni, le persone e la qualità della vita contano. Prefazione di Ilvo Diamanti

Un libro che racconta 20 storie di imprese, produzioni e progetti “minimi” e che descrive un modello economico e sociale proiettato “in direzione ostinata e contraria” rispetto al mainstream: quello delle produzioni agricole contadine, delle filiere corte, delle reti locali, delle imprese lillipuziane, dei piccoli Comuni virtuosi, dell’informazione indipendente, dei comitati contro lo scempio del paesaggio, delle “piccole opere”, del crowdfunding, dell’economia delle relazioni, infine, per usare un’espressione sintetica.

"Piccolo ed etico contro il mercato imperante". Leggi l'intervista a Chiara Spadaro sul blog "Piccole grandi imprese" di Luca Pagni, su repubblica.it
 

Grazie per i commenti.