mercoledì 20 febbraio 2013

Regolamento di autodisciplina Eticità e Qualità CortoCircuito Flegreo


Regolamento di autodisciplina
QUALITA' ED ETICITA' CORTOCIRCUITO FLEGREO



PREMESSA

Il lavoro che segue è considerato Struttura essenziale e basilare per una minima regolamentazione. La bozza che si propone all'assemblea è frutto del lavoro del gdl Garanzia e Trasparenza individuato e nominato dall'Assemblea di CortoCircuito flegreo del 18 novembre 2012 da cui ha ricevuto mandato;


Al fine di costruire regole minime condivise e a garanzia del processo di relazione trasparente tra i soci di Cortocircuito ( produttori e consum-attori) ci facciamo carico di elaborare regole, adempimenti, impegni, che siano il meno possibile onerosi e ostativi delle attività produttive , di scambio e di relazione svolte nel CortoCircuito flegreo. Per i principi generali etici , ecologici e sociali  si rimanda alla Carta dei Principi e dei Valori che rappresenta il nostro Manifesto etico che trovate nei nostri Documenti.
L'associazione di filiera corta CortoCircuito flegreo, nelle situazioni di difficile operatività nell' adeguamento ai criteri e regole definite, si impegna a farsi carico della ricerca graduale delle soluzioni ottimali per le problematiche rilevate utilizzando il principio di responsabilità collettiva e di solidarietà concreta .

Il presente Disciplinare approvato dall'assemblea CCF è condizione prioritaria e propedeutica all'avviamento del sistema di Garanzia Partecipativo SGP , strumento e meccanismo fondato sulla relazione cooperativa e solidale, la cui completa attuazione potrà dare effettiva garanzia e trasparenza ai Prodotti e processi produttivi e cooperativi all'interno di CCF.
Il presente Disciplinare approvato dall'assemblea CCF sarà soggetto a revisione annuale al fine di apportare le giuste modifiche e integrazioni.


art. 1

CRITERI E REQUISITI MINIMI GENERALI

I criteri guida e requisiti generali della esperienza Cortocircuito sono informati da : Relazioni leali e cooperative, pratiche di co-progettazione , di co-produzione, scambio e costruzioni di filiere produttive ( superamento delle figure separate del consumatore e del produttore); divieto di commerciare merci non proprie o correlate alle proprie esperienze produttive; divieto delle produzioni convenzionali che fanno uso di chimica di sintesi e metodi e pratiche connesse (es: plastiche) ; Accettazione della coltivazione esclusivamente in Serre aperte e senza concia. Accettazione del disciplinare del Biologico secondo Regolamento CE 834/2007 con impegno a tendere ad una Agricoltura Organica agroecologica totale; Prassi della risoluzione collettiva delle problematiche ; autoriproduzione dei semi e dei materiali di propagazione o in alternativa l'acquisto collettivo tramite l'associazione; rispetto dei diritti dei lavoratori e utilizzo dei contratti di lavoro agrari. Attenzione alle componenti ecologiche ed energetiche della Produzione (ad esempio: processi di recupero e smaltimento dei residui). Priorità allo scambio e alla fornitura interna . Auspichiamo Coerenza e aderenza ai principi e regole dettati dal Regolamento nella vita quotidiana ai fini di un reale progetto di cambiamento .




Art. 2

CRITERI GENERALI E REQUISITI MINIMI DI PRODUZIONE

L e attività produttive agricole, zootecniche e di trasformazione devono essere concretamente orientate verso il progressivo adeguamento all'insieme dei seguenti principi e pratiche:

1) Fertilità del suolo. L’operatore impiega tecniche di lavorazione del terreno e pratiche colturali volte a
mantenere o ad aumentare il contenuto di materia organica del suolo, ad accrescere la stabilità del suolo e
la sua biodiversità, nonché a prevenire la compattazione e l’erosione del suolo;
Si escludono le produzioni provenienti da aree geografiche della Campania che sono sospettate di inquinamento e in particolare quelle di pianura, vicino a corsi d’acqua fiumi , laghi o lagni .

2) Rotazioni e sovescio. La fertilità e l’attività biologica del suolo sono mantenute e potenziate mediante:
la rotazione pluriennale delle colture, includendo ove possibile le leguminose,
il sovescio,
la concimazione con concime naturale di origine animale o con materia organica, preferibilmente
compostati, di produzione biologica;
l’uso di preparati biodinamici;
3) Concimi organici e minerali. In caso di necessità è ammesso l’uso di concimi e ammendanti solo se tali
prodotti sono presenti nella tabella 1 (allegato I del Reg CE 834/2007 e successive modifiche). loro uso
dev’essere esplicitato nel Piano di Gestione Aziendale.
4) Inquinamento. Tutte le tecniche di produzione vegetale evitano o limitano al minimo l’inquinamento
dell’ambiente;
5) Difesa delle colture. La prevenzione dei danni provocati da parassiti, malattie e infestanti è ottenuta
principalmente attraverso la protezione dei nemici naturali( lotta biologica), e pratiche agronomiche quali: la scelta delle specie e delle varietà, la rotazione delle colture, le tecniche colturali e i processi termici (pirodiserbo, solarizzazione);
6) Prodotti per la difesa. In caso di determinazione di grave rischio per una coltura, l’uso di prodotti
fitosanitari è ammesso solo se tali prodotti sono presenti nella tabella 2 (allegato II del Reg CE 834/2007 e
successive modifiche). Il loro uso dev’essere esplicitato nel Piano di Gestione Aziendale.
Sementi e materiale di propagazione. Devono essere usate sementi e materiali di propagazione ottenuti con metodo biologico in autoriproduzione ( con proposta vivaio da approvare) da aziende del circuito o con acquisti collettivi da consorzi bio ( ad esempio arcoiris, civiltà contadina) in equivalenza.
Qualora nel comprensorio non siano presenti sementi e materiali di propagazione bio o del circuito, è permesso -in deroga - l’uso delle stesse convenzionali a patto che le sementi non siano conciate (trattate con concimi chimici di sintesi) e il materiale di propagazione non sia stato trattato durante la sua coltivazione.
E’ permesso, per le sole varietà di conservazione (vecchie varietà locali, non registrate presso l’ENSE), lo scambio di sementi tra produttori, anche non biologici, a patto che le sementi stesse non siano state conciate.
Per la produzione di piantine da trapianto, sono utilizzati soltanto sementi ottenuti
con metodo biologico in autoriproduzione ( proposta vivaio da approvare) da aziende del circuito o con acquisti collettivi da consorzi bio ( ad esempio arcoiris, civiltà contadina) in equivalenza.
A questo scopo, la pianta madre da cui provengono le sementi e la pianta genitrice da cui proviene il materiale di moltiplicazione vegetativa sono prodotte secondo le norme stabilite nel presente regolamento per almeno una generazione o, nel caso di colture perenni, per due cicli vegetativi;

si allegano tabelle : Tabella I ( concimi e ammendanti ammessi) e Tabella II ( Prodotti ammessi per al difesa delle piante ) Disciplinare BIO allegato I e II del Reg CE 834/2007 ;

Attività zootecniche. ( allevamenti ) : Pascolo a rotazione; Sanità e benessere animale, Alimentazione animale ( vedi specifiche)

Attività di trasformazione ( Conserve e Cucinati) : vedi specifiche

art. 3

SPECIFICHE SETTORIALI ( regolamento di autodisciplina)

1 SCHEDA

OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA

  1. L’olio extravergine deve provenire da olive coltivate dalle aziende dei produttori aderenti a Cortocircuito e preferibilmente frante dai produttori nei frantoi dell’area di riferimento del comune dove è localizzato l’oliveto o dei comuni limitrofi ad esso. Ciò per non dilatare l’intervallo di tempo che intercorre tra raccolta e molitura.
  2. Le olive vanno raccolte preferibilmente all’invaiatura ( quando inizia la colorazione violacea e il resto della drupa è ancora verde). Le olive vanno molite preferibilmente nella stessa giornata di raccolta e non oltre 36 -48 ore dalla stessa.
  3. Le olive raccolte vanno conservate, in attesa della molitura, in cassette di plastica munite di fori per l’areazione. La raccolta deve avvenire preferibilmente a mano ( brucatura) o con rastrelli e/o scuotitori alimentati elettricamente. Le olive devono cadere su teli o reti già predisposti e vanno riposte in cassetta al momento della raccolta, evitando di lasciarle sui teli per molte ore. Si eviteranno i rametti con troppe foglie e si scarteranno le olive troppo mature o con attacchi evidenti di mosca.
  4. La coltivazione dell’oliveto si avvarrà di concimazione organica o con sovescio di favino e letame. I trattamenti anticrittogamici e antiparassitari ammessi sono quelli riconosciuti dal disciplinare del Biologico ( vedi allegati)
    Osservazione suggerita e accolta
  5. Sono ammessi solo produttori che abbiano oliveti in proprietà o in affitto per garantire la qualità e cura del ciclo produttivo.
  6. La defoliazione ed il lavaggio delle olive come norma fondamentale di lavorazione garantisce una migliore igienicità del processo . E' vietato il lavaggio con acqua non rinnovata in continuo;
  7. Durante la lavorazione al frantoio si consiglia, in genere, di non superare in fase di gramolazione la temperatura di 28 °C e il tempo di un’ora., valori superiori influiscono negativamente sulla qualità dell'olio. In questa fase nel caso di frantoi non certificati biologici o nel caso di non lavaggio dell'impianto prima del passaggio delle nostre olive, esiste il primo possibile fattore di contaminazione, in quanto potrebbero essere presenti residui della gramolazione precedente, sia che si disponga di un frangitore meccanico che di molazza in pietra. Se l'impianto non è certificato biologico o non viene lavato fra un'estrazione e l'altra, dichiararla come criticità .
  8. Va raccomandata l’estrazione dell'olio per separazione centrifuga. Questo sistema offre la possibilità di ottenere un prodotto naturale, ricco di sostanze antiossidanti naturali, garantendo un'ottima igienicità del processo. E' preferibile rivolgersi a quei sistemi di estrazione che prevedano riduzioni dei volumi di acqua aggiunta al processo di estrazione.(verificare col proprio frantoio, questo passaggio).I vantaggi ottenibili con tale sistema di lavorazione possono essere così riassunti:elevata igienicità del processorapidità di lavorazione con riduzione dei tempi di sosta delle olive e conseguente contenimento dell'acidità dell'oliopossibilità di completa pulizia dell’impianto per evitare contaminazioni o mescolanze della partita di olive biologiche in lavorazione con partite di olive convenzionali lavorate in precedenza -contenimento delle spese di energia e di manodoperamigliori rese di estrazioneottenimento di olio con un elevato standard qualitativo, sempre che si contengano i volumi di acqua di processo utilizzati;
  9. E' consentita l’estrazione dell’olio per pressione PREVIO accortenza e/o utilizzo propri fiscoli , in quanto esistono notevoli perplessità nella formazione della pila con i fiscoli, sorta di dischi, anticamente in fibra di cocco, oggi in nylon (nel biologico obbligatoriamente in acciaio) – sui quali la pasta viene “spalmata” per poi essere compressa(max 280 bar, max 1 ora). Questi fiscoli vengono infatti riutilizzati ininterrottamente per ogni partita di olive senza subire alcun lavaggio o depurazione a meno che non si disponga di propri .
    osservazione suggerita e accolta
  10. E’ vietata la raccolta da terra di olive cadute spontaneamente ;

  1. Lo stoccaggio dell'olio d'oliva si effettua utilizzando i serbatoi in acciaio inossidabile. Per limitare e ritardare le alterazioni ossidative è necessario evitare all'olio l'esposizione alla luce, all'aria ed alle temperature ambientali superiori ai 15-20 °C. Secondo la legislazione italiana può definirsi "extravergine" l'olio con acidità non superiore a 0.8 % (ricordiamo che l'acidità di un olio è la misura inversamente proporzionale della sua digeribilità: in altri termini, più un olio è acido meno è digeribile, e viceversa). E’ obbligatoria l'analisi dell'acidità.


  1. Le etichette riporteranno l’acidità dell’olio ( espressa in grammi per 100 ml di prodotto) ,il laboratorio di analisi, la categoria merceologica ( extravergine, vergine, di oliva, ecc.) la zona di provenienza, preferibilmente della regione Campania, la data di scadenza ( generalmente dopo due anni),la varietà delle olive ( p. es. ravece, ogliarola, pisciottana, ecc); la localizzazione dei propri appezzamenti (rif. Geografici, Comunali, Catastali, ecc.)
  2. in ogni modo e' sempre preferibile e sara' prassi (anche autoformativa di cortocircuito ) instaurare rapporti di interlocuzione e collaborazione con i titolari degli impianti di macinazione(frantoi) ( meglio se piccoli) in modo da potersi garantire le migliori condizioni e processi di trasformazione.
    osservazione suggerita e accolta

2 SCHEDA VINO

1. Il vino deve provenire da uve coltivate dai produttori soci di CCF e direttamente trasformate nelle proprie cantine. Sono ammessi solo produttori che abbiano vigneti in proprietà o in affitto.
2. E’ ammessa la trasformazione da parte di soci non direttamente produttori, purchè le uve provengano da produttori dell’Associazione che aderiscano al presente Regolamento di autodisciplina
3. E’ opportuna la concimazione dei terreni a vigneto con concimi consentiti dal disciplinare biologico o comunque concimi organici come il letame o, in alternativa, il sovescio con favino. Si consiglia di impiegare come prodotti antioidici consentiti Tiovit Jet o Zolfo bagnabile e come antiperonosporici Coprantol o Poltiglia Bordolese avendo cura di non superare i 6 Kg di rame per ettaro secondo il disciplinare biologico. Per la botrite non va fatto alcun trattamento in quanto non è dannosa in piccole quantità e contribuisce alla fermentazione malolattica del vino conferendo allo stesso un discreto bouquet .
    I trattamenti anticrittogamici e antiparassitari ammessi sono quelli riconosciuti dal disciplinare del Biologico ( vedi allegati)
    Osservazione suggerita e accolta
4. Si ritiene fondamentale l’adozione di pratiche di agricoltura compatibile (biologica,biodinamica, sinergica) e la coltivazione di vitigni autoctoni.
5. Nella vinificazione, sono esclusi espressamente lieviti o altri additivi da ogm, così come l’utilizzo di trucioli per l’invecchiamento. Sono peraltro ammessi i lieviti provenienti da uve autoctone preferibilmente campane
6. Per il solfitaggio: si sottolinea che è consentito il bisolfito di potassio mentre è VIETATO il bisolfito di ammonio. I bisolfiti alcalini- bisolfito di sodio e metabisolfito di potassio- si presentano sotto forma di cristalli, di polvere o di pastiglie di facile impiego, con dissoluzione al momento dell’uso. Il metabisolfito di potassio è da preferire al bisolfito di sodio, perché non arricchisce il vino in sodio; dà praticamente la metà del suo peso in SO2 pura. Per es. 100 g di metabisolfito danno 50 g di SO2. L’impiego dei bisolfiti alcalini è limitato dalla legislazione a 200mg/l, cioè 100 mg/l di SO2. Bisogna ricordarsi che i vini non devono essere solfitati in presenza di lieviti per evitare la formazione di aldeide acetica.
7. L’ossidazione dei vini è pregiudizievole alla loro qualità. Il colore diventa scuro e il gusto si altera. Si dice che i vini maderizzano. Il modo migliore di proteggere il vino dalle ossidazioni è evidente: non lasciare l’ossigeno, cioè l’aria, a contatto col vino. Il metodo più conveniente ma imperfetto è quello della colmatura giornaliera dei vasi vinari. La migliore conservazione dei vini è in recipienti di acciaio inox e sotto atmosfera controllata di gas inerte ( azoto ). Ad ogni modo si consiglia l’immediato imbottigliamento del vino, subito dopo l’ultimazione dei travasi, adottando possibilmente tappi in sughero o altrimenti quelli in plastica muniti di gabbiette, in modo da evitare sollevamenti del tappo indotti da fuoriuscita di CO2 e conseguenti alterazioni del vino.
8. Le etichette progettate da Cortocircuito riporteranno l’analisi della gradazione alcolica e l’analisi sull’anidride solforosa contenuta nel vino. E’ ammessa anche l’analisi fatta direttamente dal produttore con l’etilometro ;
le analisi sull’anidride solforosa vanno fatte nei laboratori specializzati (costa tra i 10/20 € presso la Borsa Merci di Napoli); E’ importante definire sulla scheda del produttore di vino la localizzazione dei propri appezzamenti (rif. Geografici, Comunali, Catastali, ecc.)


3 SCHEDA FRUTTA E ORTAGGI

1.Gli ortaggi e la frutta devono provenire dai produttori aderenti al CCF

2.La frutta e gli ortaggi sono caratterizzati da stagionalità, territorialità, buona qualità organolettica e tipicità dei prodotti. Vanno utilizzate tecniche di lavorazione del terreno e pratiche colturali atte a salvaguardare o ad aumentare il contenuto di materia organica del suolo, ad accrescere la stabilità del suolo e la sua biodiversità, nonché a prevenire la compattazione e l’erosione del suolo. La fertilità e l’attività biologica del suolo sono mantenute e potenziate mediante la rotazione pluriennale delle colture, comprese leguminose e altre colture da sovescio, e la concimazione con concime naturale di origine animale o con materia organica, preferibilmente compostati, di produzione biologica;
3.Il materiale di riproduzione (semi e piante) è preferibile che sia autoprodotto. Deve essere non ogm e non ibrido. In alternativa deve provenire da agricoltura biologica.







4. Tutte le tecniche di produzione vegetale evitano o limitano al minimo l’inquinamento dell’ambiente (uso di mezzi meccanici a motore, uso razionale di poltiglia bordolese, ecc.) La prevenzione dei danni provocati da parassiti, malattie e infestanti è ottenuta principalmente attraverso la protezione dei nemici naturali, la scelta delle specie e delle varietà, la rotazione delle colture, le tecniche colturali, i processi termici, uso di sostanze organiche (macerati, propoli ecc.).
È consentito l’utilizzo di insetti e organismi utili a contrastare parassiti e funghi, è inoltre consentito l’uso di insetticidi e fungicidi naturali: piretro, bacillus thuringiensis, macerato d’ortica, solfato di rame detto anche poltiglia bordolese, ossicloruro di rame e zolfo. L’uso di concimi e ammendanti è ammesso solo se tali prodotti sono stati autorizzati per essere impiegati nella produzione biologica,
E’ altresì consentito l’uso di concimi organici: stallatico, pollina, compost autoprodotto, concime di origine animale autoprodotto di provenienza biologica. Non è consentito l’uso di concimi minerali azotati; In caso di determinazione di grave rischio per una coltura, l’uso di prodotti fitosanitari è ammesso solo se tali prodotti sono stati autorizzati per essere impiegati nella produzione biologica.



E’ vietato l’utilizzo di concimazioni e diserbanti chimici, anticrittogamici, insetticidi chimici, ormoni, anticipatori di maturazione, mezzi chimici per modificare la forma delle piante, portainnesti nanizzanti, colture senza suolo.
I prodotti per la pulizia e la disinfezione nella produzione vegetale sono utilizzati soltanto se sono stati autorizzati per l’uso nella produzione biologica

5. I produttori si impegnano a rispettare pienamente i tempi di carenza, nel caso di utilizzo di antiparassitari consentiti dal punto 4).
6. La raccolta di vegetali selvatici e delle loro parti, che crescono naturalmente nelle aree naturali, nelle foreste e nelle aree agricole, è ammessa a condizione che:
a) queste aree non abbiano subito trattamenti con prodotti diversi da quelli autorizzati per essere impiegati nella produzione biologica, per un periodo di almeno tre anni precedente la raccolta;
b) la raccolta non comprometta l’equilibrio dell’habitat naturale e la conservazione delle specie nella zona di raccolta.

7. La coltivazione in serra è ammessa solo per protezione (senza riscaldamento), con rotazione delle colture, e va dichiarato in etichetta.
Si possono avere massimo un 20% di serre rispetto alla terra posseduta, in affitto o in comodato d'uso.
8. E‘ vietata la pacciamatura di plastica.

9. Per la conservazione post raccolta, è vietato qualsiasi uso di conservanti chimici, antimuffa, antigerminanti. Nel caso della frutta, la conservazione può essere effettuata con l’utilizzo del freddo.



4 SCHEDA 

PRODUZIONI CEREALICOLE E LORO DERIVATI


1.SI PREDILIGONO PRODUZIONI CEREALICOLE NON
ESTENSIVE INTEGRATE IN UN CONTESTO RURALE ED AUSPICA PROCESSI DI CO-
PRODUZIONE E COLLABORAZIONE PROTESI ALLA CO- GESTIONE DI TALE PREZIOSA
RISORSA . NON SONO AMMESSI PRODOTTI DI SINTESI DI ALCUN GENERE, E SONO 
CONSENTITE ESCLUSIVAMENTE CONCIMAZIONI ORGANICHE


2. I CEREALI DOVRANNO
ESSERE PRODOTTI SU LOTTI DI TERRENO CENSITI AL MOMENTO DEI LAVORI DI PREPARAZIONE, NUMERATI IN ORDINE CRONOLOGICO, CON INDICAZIONE
DELL'ANNO DI PRODUZIONE E DELLA SUPERFICIE

3. I LAVORI DI PREPARAZIONE
NEL RISPETTO DELLA VOCAZIONE STORICO-MORFOLOGICA DEI TERRENI , DOVRANNO
PREDILIGERE SISTEMI PREVENTIVI VEGETALI DI SOVESCIO DI OLEAGINOSE
INSERITE IN ROTAZIONI PREFERIBILMENTE TRIENNALI E CON UN PERIODO DI
RIPOSO NON INFERIORE ALL'ANNO SUCCESSIVO ALLA PRODUZIONE DEI CEREALI


4. DA PREDILIGERE VANGATRICE, ERPICI, DISCHI, MANGANO E FRANGIZOLLE, RISPETTO  ALLA FRESATURA

5. NEL CASO DI TERRENI IN CONDUZIONE BISOGNA MENZIONARE NELLE SCHEDE DI AUTOCERTIFICAZIONE PER OGNI LOTTO I RAPPORTI INTRAPRESI CON I CONDUTTORI DEI TERRENI E VALUTARE IL LIVELLO DI EMPOWERMENT DA PARTE DI CORTO CIRCUITO E VICEVERSA

6. UTILIZZARE  ESCLUSIVAMENTE UN TIPO DI SEME  PRECEDENTE ALLE
MODIFICHE GENETICO-MOLECOLARI, APPORTATE AI CEREALI. (CRESO)


7.NON ECCEDERE NEGLI STOCCAGGI (PREFERIBILMENTE UN MESE) E PREDILIGERE CONFEZIONAMENTI IN FIBRA NATURALE

8. LE OPERAZIONI DI MACINATURA PREVIA SVECCIATURA DEL RACCOLTO, VANNO
EFFETTUATE ESCLUSIVAMENTE A MACINA DI PIETRA, E SULLE CONFEZIONI VA
MENZIONATO IL LOTTO DI PROVENIENZA E LA DATA DELLA MACINATURA

9.LE TRASFORMAZIONI E I PRODOTTI DA FORNO VEDRANNO L'ESCLUSIVO  UTILIZZO DI
LIEVITO MADRE PER LA PANIFICAZIONE, E DI LIEVITI NATURALI PER GLI ALTRI
TRASFORMATI

10. ANCHE PER I TRASFORMATI VA MENZIONATO ( IN ETICHETTA) IL LOTTO DI 
PROVENIENZA E LA DATA DI MOLITURA DEI PRODOTTI REPERITI ALL'INTERNO DEL
CIRCUITO O IN APPROVVIGIONAMENTO COLLETTIVO; E' DA ESCLUDERE L'UTILIZZO
DI FARINE MOLITE A CILINDRI E "00".

11. IN CASO DI CARENZA DI PRODOTTI , IL GRUPPO APPROVIGGIONAMENTI COLLETTIVI SI OCCUPERA' DI INTRAPRENDERE RELAZIONI DI COLLABORAZIONE CON PRODUTTORI CHE MAGGIORMENTE SI ACCOSTANO AI CRITERI DEL REGOLAMENTO DI AUTODISCIPLINA DEL CCF O EVENTUALMENTE FILIERE RICONOSCIUTE DELL'ECONOMIA SOLIDALE.

SCHEDA 5 

Trasformati da forno e cucinati

  1. tutti gli ingredienti devono essere tracciabili ed indicati sulle apposite schede da banco che accompagneranno i singoli trasformati anche per garantire  il consum-attore da eventuali intolleranze e/o preferenze alimentari; 
  2. gli ingredienti utilizzati possono essere autoprodotti secondo gli specifici disciplinari o reperiti presso i produttori aderenti a CCF, quindi garantiti, anche per finalità di economia solidale ( a tal fine vedi articolo sulla tracciabilità ); 

  1. qualora non sia  possibile  reperire tali "elementi" internamente,  dovranno preferirsi prodotti bio provenienti da  altri "circuiti" individuati  e consigliati da CCF; 

  1. per la panificazione si richiede l'utilizzo di lievito madre ( pasta acida) , eventuale integrazione con lieviti da fermentazione naturale, qualora fossero necessari, dovrà essere  specificata  in etichetta.

  1. è vietato l'utilizzo di miglioratori e coadiuvanti per panificazione, additivi, stabilizzanti, conservanti, esaltatori dei sapori, farine maltate ed estratti    di malto, coadiuvanti enzimatici, lecitine ed emulsionanti, coloranti, lucidanti, cere, aromi artificiali

  1. è vietato l'utilizzo di qualunque semilavorato industriale o paste crude surgelate

  1. nei dolci è vietato l'utilizzo di uova liofilizzate e/o congelate, di grassi idrogenati, margarina, strutti raffinati ,emulsionanti, lo zucchero raffinato

  1. Il burro deve essere biologico e, vista la difficoltà di reperimento di tale materiale, è preferibile sostituirlo o integrarlo con olio biologico. 

  1. Per le modalità di somministrazione si prescrivono  tutte le misure precauzionali possibili ;

6 SCHEDA 

CONSERVE VEGETALI ALIMENTARI

1. La trasformazione delle conserve sia dolci che salate dovrà riguardare esclusivamente frutta e verdura di propria produzione, o proveniente da coltivatori appartenenti all’associazione Corto Circuito o da produzioni biologiche .

2. I vegetali utilizzati per la trasformazione devono essere coltivati secondo i criteri fissati nel Regolamento di autocertificazione dell'ortofrutta.

3. Gli altri ingredienti utilizzati devono avere preferibilmente di provenienza locale
ad eccezione dello zucchero, del sale e delle spezie. E’ vietato l’utilizzo di ingredienti
disidratati e liofilizzati e di aromi sintetici. Lo zucchero utilizzato deve essere esclusivamente di canna e di provenienza biologica. L’olio utilizzato esclusivamente extravergine d’oliva proprio o proveniente da produttori aderenti a Corto Circuito
4. E’ vietato l’utilizzo di pectine, enzimi e qualsiasi tipo di conservanti, edulcoranti, additivi, addensanti, gelatinizzanti, emulsionanti, stabilizzanti, e coloranti.
5. L’etichetta dei prodotti in vendita deve essere il più chiara possibile, evidenziando la tracciabilità degli ingredienti e della trasformazione (specificando nel caso dell’eventuale lavorazione presso laboratorio di terzi il nominativo del medesimo laboratorio). Inoltre dovrà indicare la data di produzione e i dati del produttore.

6. La lavorazione dei prodotti può avvenire usando la propria cucina ma nel rispetto di alcune accorgimenti fondamentali per la sicurezza del prodotto da pericoli di botulino, fermentazioni ed alterazioni. I parametri da controllare sono Ph del prodotto finale, pastorizzazione con esposizione minima al calore e uso di recipienti sterilizzati e tappi nuovi.
Comunque sarà obbligatorio per tutti i trasformatori, partecipare ad un incontro informativo organizzato all’interno del Circuito riguardante la trasformazione alimentare e relativa sicurezza.


7 SCHEDA

CARNE SUINA E SALUMI
1. La carne suina proviene da animali nati e allevati all’interno della
stessa azienda, preferibilmente da razze autoctone. Chi alleva suini per autoconsumo ed ha intenzione di portare parte della carne al mercato deve acquistare i suinetti, se non provenienti dal proprio allevamenti, da produttori aderenti all’Associazione Corto Circuito a da allevamenti certificati biologici.

2. I suini devono essere macellati dopo aver raggiunto almeno 12 mesi di vita, ad eccezione dei suinetti macellati per preparazione culinarie diverse come la porchetta.

3. L’allevamento deve rispondere ai requisiti riconosciuti di benessere animale.
Preferibilmente allo stato brado e semibrado. Comunque ogni animale deve avere
un ricovero di almeno 5 mq di superficie a capo, uno spazio all’aperto a cui accedere liberamente e la possibilità di grufolamento e comunque che sia garantito un minimo di ore (1-2 ore al giorno) per la deambulazione.

4. In caso di Allevamento da carne si richiede la documentazione ASL di competenza seguente:
Copia della prima pagina del Registro carico e scarico
Copia del Registro trattamenti terapeutici 

In caso di allevamento per Autoconsumo si richiede la documentazione seguente:
copia del registro di carico e scarico 
copia della visita del veterinario obbligatoria quando si macella.

5. Alimentazione: ogm free; essenzialmente di propria produzione. Nel caso siano necessarie integrazioni alla propria produzione, si richiede che siano alimenti di provenienza locale e preferibilmente con certificazione biologica. Sono vietati gli insilati, le vitamine e gli integratori di sintesi, gli antibiotici e i tamponanti.

6. Per la macellazione che normalmente è d’obbligo effettuare presso un macello comunale, se l’allevatore opta comunque per la macellazione in azienda è richiesta una ispezione ante e post mortem dell’ animale da parte di un veterinario dell’azienda o incaricato da corto circuito.

  1. I salumi possono provenire esclusivamente da carne dei propri allevamenti o da allevamenti del Circuito. E’ vietato l’uso di conservanti, coloranti o additivi, mentre gli aromi naturali aggiunti devono essere indicati in etichetta. E’ possibile solo l’uso di budelli naturali e metodi di essiccazione naturale o tradizionale.

8 SCHEDA

CARNE BOVINA, OVINA, CAPRINA
1. La carne proviene da animali nati e allevati all’interno della
stessa azienda, preferibilmente da razze autoctone.
2. L’allevamento deve rispondere ai requisiti riconosciuti di benessere animale,
preferibilmente allo stato brado o semibrado (ricovero con esterno e pascolo) oppure, in caso di stabulazione libera, dovrà essere assicurato uno spazio sufficiente per animale in ogni posta.
3. Alimentazione: ogm free; essenzialmente di propria produzione. Nel caso di integrazioni alla propria produzione, si richiede che siano locali e preferibilmente con certificazione biologica. Sono vietati gli insilati, le vitamine e gli integratori di sintesi, gli antibiotici e i tamponanti.
4. In caso di Allevamento da carne si richiede la documentazione ASL di competenza seguente:
Copia della prima pagina del Registro carico e scarico
Copia del Registro trattamenti terapeutici 

In caso di allevamento per Autoconsumo si richiede la documentazione seguente:
copia del registro di carico e scarico 
copia della visita del veterinario obbligatoria quando si macella.


9 SCHEDA
MIELE
1. Il miele deve essere solo di propria produzione.

2. Gli apiari devono essere collocati ad almeno 1 km da luoghi degradati (autostrade, impianti industriali, discariche, ecc…), con inquinamento ambientale o tali da compromettere le caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche del miele.

3. Gli unici metodi di allontanamento delle api dall’alveare sono del tipo apiscampo, soffiatore, essenze di vegetali; è escluso l’uso di sostanze repellenti.

4. Nella gestione sanitaria degli apiari, sono esclusi formulati chimici di sintesi.

5. La nutrizione artificiale (ammessa solo in condizioni ambientali particolarmente critiche) deve essere comunque sospesa almeno 15 giorni prima della posa dei melari.

6. E’ vietata la pastorizzazione; inoltre, durante la fase di confezionamento, il prodotto non può essere riscaldato oltre i 40°.

7. È vietata ogni alterazione del miele di propria produzione, in particolare: nutrire con qualsiasi tipo di sostanza le api durante il raccolto, aggiungere miele di estranea provenienza al proprio prodotto.

8. Per la vendita al dettaglio, il prodotto: deve essere posto in recipienti di vetro; non deve avere residui o sporcizia dovuti a una mancata o errata filtrazione; non deve presentare un’umidità superiore al 18 %; non deve presentare degradazioni, cattive conservazioni, separazioni in fasi.

9. E' severamente vietata ogni alterazione del gusto del miele autoprodotto, tipo aggiungere essenze (anche naturali) in grado di ottenere gusti particolari. 
Es: produco e vendo miele d'agrumi aggiungendo ad una base di millefiori l'essenza di agrumi, etc...


10 SCHEDA

FORMAGGI E PRODOTTI CASEARI
1. I prodotti caseari sono ottenuti e dalla trasformazione del latte di animali allevati in azienda o con l’acquisto di latte proveniente da allevamenti aderenti all’ Associazione Corto Circuito o in caso di indisponibilità di questi, da allevamenti esterni al circuito. In questo caso è obbligatorio che gli allevamenti siano controllati dal punto di vista igienico sanitario, con alimentazione al pascolo, con la possibilità di effettuare da parte degli associati di Corto Circuito una visita in azienda per il controllo dell’ubicazione delle superfici di pascolo, dell’alimentazione e inoltre per prendere visione dell’attualità del registro carico-scarico

2. L’allevamento deve rispondere ai requisiti riconosciuti di benessere animale (semibrado, stalla con accesso al pascolo);
3. Alimentazione: ogm free; essenzialmente di propria produzione. Nel caso siano necessarie integrazioni, si richiede che siano foraggi di provenienza locale e mangimi e cereali preferibilmente locali e/o con certificazione biologica. Sono vietati gli insilati, le vitamine e gli integratori di sintesi.

4. Le trasformazioni avvengono direttamente nei locali aziendali.

5. È ammessa sia la lavorazione a latte crudo sia con latte pastorizzato. Il metodo di
lavorazione dovrà comunque essere specificato nelle informazioni al consumatore.

6. Non è ammesso l’utilizzo di alcun tipo di conservante, additivo, colorante.

7. Non è ammesso l’utilizzo in crosta di antimuffa, antiacari o paraffina.


8. E’ ammesso l’utilizzo di caglio naturale, ossia o di origine vegetale (estratto ottenuto dai fiori del cardo selvatico) o di origine animale ( estratto dallo stomaco di vitelli o ovini caprini lattanti o di maiale). Non è ammesso l’utilizzo di coagulanti (caglio di origine microbica o ottenuto da organismi geneticamente modificati)

SCHEDA 11

POLLAME E UOVA
1. La carne in vendita è ottenuta da animali nati e allevati all’interno della stessa
azienda, preferibilmente da razze autoctone. È obbligatorio l’acquisto di pulcini da allevatori dell’associazione Corto Circuito o nel caso di indisponibilità è vietato l’acquisto di polletti e possibile solo l’acquisto di pulcini (animali che non hanno ancora cambiato le piume)

  1. L’allevamento deve rispondere ai requisiti riconosciuti di benessere animale. E’ vietato l’allevamento in gabbia. Dovrà essere garantito uno spazio di almeno 5 mq a capo per il ricovero e uno spazio all’aperto dove razzolare adeguato al numero di pollame presente.
    Osservazione suggerita e accolta.

3. La macellazione non potrà avvenire al di sotto dei 4 mesi di vita.

4. Alimentazione: ogm free; essenzialmente di propria produzione. Nel caso di integrazioni alla propria produzione, si richiede che siano locali e preferibilmente con certificazione biologica. Sono vietati gli insilati, le vitamine e gli integratori di sintesi, gli antibiotici e i tamponanti.

5. Uova: è possibile la vendita di sole uova provenienti da propri allevamenti tenuti secondo il seguente disciplinare.


SCHEDA 12

BIRRA

  1. La birra artigianale è un prodotto della terra e in tal senso dovrà rappresentare il più possibile le colture locali e incentivare lo sviluppo qualitativo delle materie prime necessarie per la sua produzione.
  2. Il produttore o la produttrice di birra artigianale e biologica che aderisce a corto circuito flegreo si impegna a ricercare, sperimentare e produrre rispettando questo criterio.
  3. Individuiamo come fornitore prevalente di malto d'orzo pils, monaco e vienna la malteria “Agroalimentare” di Melfi, con orzo certificato Icea proveniente dalla Basilicata e dall'Alta Murgia Pugliese.
  4. I malti speciali biologici possono essere acquistati dalla Malteria Tedesca Weyermann certificata biologica.
  5. L'acqua può essere di fonte (molto meglio) o di acquedotto, ma in questo caso con necessità di installare un addolcitore alle tubazioni.
  6. Il luppolo può essere acquistato nel Nord-Europa (in Italia non è disponibile), privilegiando le produzioni biologiche (solo due). E' consentito, in una fase iniziale di produzione, anche l'uso di luppolo non biologico, vista la limitata quantità utilizzata per la produzione dallo 0,5% al 5% e le scarse produzioni biologiche sia in Europa che in Italia. E' obbligatorio avviare a titolo personale o in collaborazione con i produttori e le produttrici del circuito, coltivazioni di luppolo in Campania. Ogni anno si andrà a verificare il livello di crescita e di miglioramento qualitativo del piante di luppolo, con l'obiettivo di riuscire ad utilizzare solo luppolo campano.
  7. I cereali, grano, avena, farro, orzo, segale vanno acquistati all'interno del circuito certificati/autocertificati biologici e biodinamici e se non sono disponibili possono essere acquistati all'esterno, ma rigorosamente da coltivazioni locali e di origine biologica/biodinamica.
  8. Gli aromatizzanti, quali carrube, nocciole, castagne, mandorle, fichi ed altro sono reperibili all'interno del circuito e solo se non disponibili posson essere acquistati all'esterno, con certificazione/autocertificazione biologica. Non sono ammessi aromatizzanti chimici.
  9. Lo zucchero necessario per aromatizzare e carbonare è di canna integrale, acquistato dal circuito del commercio equo e solidale e certificato biologico.
  10. Sono ammessi i lieviti di ceppo saccharomyces cerevisiae, in stato liquido o secco. Ne è consigliato il riutilizzo fin quando è possibile.
  11. Il processo di produzione può essere manuale o semiautomatico, per infusione o decozione, in contenitori di acciaio inox. Il calore può essere prodotto tramite corrente, gas/metano. Avendone le possibilità, si consiglia di scegliere una caldaia a pellet o a legno collegata all'impianto.
  12. Non è ammessa la pastorizzazione e la microfiltrazione, per mantere tutte le proprietà nutrizionali della birra.
  13. Non è consentito l'uso di conservanti. Si consiglia la conservazione in cantina a temperatura massima di 15°, di evitare l'esposizione al sole e troppi sbalzi di temperatura.
  14. Il raffreddamento del mosto da 100° a 20° per l'inoculazione del lievito, è la fase in cui si verifica il maggiore consumo d'acqua di tutta la produzione. Il consumo riguarda anche il lavaggio e la sterilizzazione dei fermentatori e delle bottiglie, per un consumo totale pari a 1 lt di birra per 5-7 lt di acqua.
Per questo il birrificio si impegna a riutilizzare il più possibile l'acqua.
  1. Il processo di fermentazione avviene in tini di acciaio inox o botti, successivamente può essere passata in bottiglie di vetro scuro o trasferita nei maturatori, sempre in acciao inox o botti.
  2. Non è ammesso l'utilizzo di anidride carbonica durante tutto il processo di fermentazione.
  3. La rifermentazione in bottiglia avviene a temperatura tra 20-25° e la maturazione non può superare i 20° per una corretta conservazione del prodotto.
  4. Può essere venduta rifermentata in bottiglia o alla spina, con l’apposita etichetta progettata dall’associazione Cortocircuito.
  5. Le etichette progettate da Cortocircuito riporteranno gli ingredienti, l'origine, le quantità utilizzate.
  6. Viene puntualizzato che l’adesione al presente Regolamento dovrà comunque essere accompagnata da una buona qualità organolettica e da caratteristiche di tipicità dei prodotti, che potranno anche essere valutate in apposite commissioni di degustazione.

SCHEDA 13 

PRODOTTI ERBORISTICI

SAPONI E DETERSIVI

  1. METODO DI LAVORAZIONE
I metodi di lavorazione dei saponi sono due: a caldo o a freddo. Rispetto all’impatto ambientale quello a freddo è ad impatto inferiore per il minor consumo di gas, a meno che non si usa fuoco a legna

  1. INGREDIENTI

SODA: si può usare la soda caustica e la liscivia la cui produzione è conveniente solo se prodotto con fuoco a legna. La soda può essere dannosa per chi la lavora per le inalazioni ma con un ottimale processo di saponificazione, non ne rimane traccia nei saponi finali. Resta di fatto che la soda è un prodotto chimico. Comunque l’ingresso di nuovi produttori di saponi deve essere preceduto da un accertamento della correttezza del metodo di lavorazione, per la sicurezza del prodotto finale.
GRASSI: sono ammessi grassi sia di origine animale che vegetale.
Per i saponi da bucato è ammesso che gli oli siano oli riciclati, per incentivare lo smaltimento utile degli stessi,
per i saponi per il corpo, gli oli di oliva dovrebbero provenire dai produttori di CCF usando disponibilità di oli di annate precedenti a prezzi più convenienti.
Nel caso di indisponibilità da parte dei produttori del CCF, la fornitura può essere effettuata, tramite indicazioni del CCF.
Gli altri tipi di oli utilizzati per i saponi devono essere di provenienza da agricoltura biologica o selvatica.Non è ammesso l’uso di olio di palma dato il problema emerso delle deforestazione delle palme.
COLORANTI: sono preferibili coloranti naturali
OLI ESSENZIALI: sono ammessi oli essenziali puri da agricoltura biologica o selvatica.
E’ vietato l’olio essenziale di sandalo in quanto proveniente da alberi in via di estinzione, muschio bianco e ambra, perché proveniente da trattamenti su animali.
Sono da incentivare gli oli da essenze mediterranee.

Sull'acqua distillata .

Osservazione suggerita e rimandata ad ulteriore approfondimento

ERBE FRESCHE O ESSICATE AD USO ALIMENTARE O TISANE


    1. Le erbe fresche aromatiche mangerecce coltivate (quindi bene identificate): rosmarino, timo, aneto, basilico, prezzemolo, salvia, calendula, coriandolo… possono essere considerate come ‘ortaggi’, coltivati secondo il disciplinare sull’ortofrutta
    2. Per le Erbe fresche mangerecce e aromatiche selvatiche si ricorda:
    • di raccogliere piante selvatiche in luoghi puliti (terreno biologico, selvatico pulito)
    • di essere sicuri dell’identificazione della pianta, della parte da raccogliere e del momento balsamico della raccolta. In caso di dubbio si chiede a qualcuno prima di raccoglierne quintali e di portarli al mercato
    • di conoscere gli usi della pianta ed eventuali contro indicazioni

Rientrano in questa categoria le piante selvatiche mangerecce tipo ortica, tarassaco, radicchio di campo, rosolaccio, boraggine… e le aromatiche selvatiche tipo timo serpillo…

COSMETICI O TRASFORMATI ERBORISTI AD USO TOPICO

Rientrano in questa categoria : unguenti, olii di massagio, balsamo, dentifricio, deodoranti, trucchi. Al momento non è ammesso la produzione di creme per il corpo.

Per gli unguenti è ammesso l’uso di oli essenziali puri da agricoltura biologica o selvatica.
Gli altri ingredienti ammessi sono solo prodotti erboristici o farmaceutici possibilmente biologici.
Nel caso degli oleoliti si ricorda:
  • di raccogliere piante selvatiche in luoghi puliti (terreno biologico, selvatico pulito)
  • di essere sicuri dell’identificazione della pianta, della parte da raccogliere e del momento balsamico della raccolta.
  • di conoscere le buone pratiche di estrazione, filtrazione, conservazione…
  • di conoscere gli usi dell' estratto della pianta ed eventuali contro indicazioni

Si devono rispettare le condizioni di igiene di base per la realizzazione degli estratti e preparati.

Sono ammessi contenitori di plastica a uso cosmetico perché proteggono da alterazioni dalla luce. Chi vuole usare contenitori di vetro deve proteggere il contenuto con etichette o sacchetti

PRODOTTI TERAPEUTICI

Questi prodotti hanno proprietà forti che possono interagire con medicinali o hanno delle contro-indicazioni o delle precauzioni di uso da evidenziare in etichetta.

Rientrano in questa categoria: tinture madri, gemmoderivati, oli essenziali, enoliti (vini terapeutici), acetoliti (aceti terapeutici), brutoliti (birre terapeutiche), sciroppi, mieliti.

SCHEDA 14 
ARTIGIANATO non ancora pronta ( sarà pronta per il 1 Marzo)

art. 4

ETICHETTATURA e esposizione al banco.

Molte prescrizioni sull'etichettatura sono già evidenziate all'interno delle schede specifiche.

TUTTI I PRODOTTI SONO ETICHETTATI.

L’etichetta e la scheda banco devono contenere i seguenti dati:
produttore(Anagrafica: Nome, o Marchio, Telefono, mail)
luogo esatto di produzione (paese, provincia)
modalità di produzione ( organica, biologico, biodinamico)
data di produzione del prodotto,
ingredienti utilizzati con specifica interna CCF o Esterna
metodi e processi di produzione impiegati(es olio a freddo)
lavoratori impiegati;
Si ribadisce che le suddette informazioni devono essere presenti nella scheda banco per i seguenti prodotti:
I prodotti sfusi ( tipo ortaggi, frutta, legumi, uova, farina)
I prodotti cucinati
I prodotti trasformati
Le schede e le etichette sono confrontate con una scheda riepilogativa in carico al Gdl Coerenza e aderenza al disciplinare qualità e eticità (CAD), Corto Circuito flegreo che tiene in evidenza anche le colture programmate e le variazioni comunicate.

Il lavoro di etichettatura va terminato entro e non oltre due (2) mesi da questa data.
Per i produttori con difficoltà a fare le proprie etichette Ccf propone di approvare in assemblea l’individuazione di un socio e un sostituto di riserva, per prepararle dietro rimborso base.

Candidatura non emersa. Tutti i produttori fanno da sè. 

Sulle etichette o sulle schede sono indicati I VALORI AGGIUNTI DELLE PRODUZIONI ( ad esempio semi autoprodotti , produzioni da varietà locali e conservazione di biodiversità o autoproduzioni degli ingredienti nel caso di trasformati, recupero di terreni abbandonati, condivisione dei saperi, etc...).

Si richiede preferibilmente l'uso di carta riciclata e inchiostri ecologici.
Osservazione suggerita e accolta.

art. 5

TRACCIABILITA' e acquisti collettivi delle materie prime.

  1. La tracciabilità primaria è garantita dall'indicazione sulle SCHEDE DI AUTOCERTIFICAZIONE dei lotti di produzione ( indicazione catastale terreni, superficie, quantità di produzione ,anno di produzione )
  2. E' Prioritario l'approvvigionamento dei Prodotti attraverso la fornitura interna al circuito.
  3. I Flussi di approvvigionamento interni CCF ed esterni delle materie prime per la preparazione/trasformazione devono essere centralizzati e controllati dal gdl -CAD Coerenza e aderenza al Disciplinare Qualità e Eticità e verranno gestiti con un database:

Caso primo: Il singolo produttore/trasformazione si approvvigiona all’interno del CCF ed invia una mail al CAD che indica l’avvenuto approvvigionamento con le specifiche seguenti: singoli prodotti/componenti/ingredienti,/quantità/fonti di fornitura

Caso secondo: il singolo produttore/trasformatore non sa a chi rivolgersi all’interno di CCF ed invia una mail al gdl CAD con l’indicazione del fabbisogno ,il gdl cad verifica la disponibilità e le modalità di fornitura dei prodotti richiesti rispettando tempi congrui e non oltre una settimana.

Caso terzo: se dalla consulta del CAD il prodotto non è disponibile all’interno del CCF, il gdl cad stesso indicherà le alternative possibili e il produttore/trasformatore invierà mail con info di ritorno con le specifiche sopradette (quantità e fonte della fornitura)

  1. Per le forniture esterne è obbligo di conservare x 2 anni le documentazioni di acquisto.
  2. Il GDLCAD è individuato e nominato nella sede di questa assemblea ed è operativo a partire dal 1 Marzo 2013.
  3. E' costituito all'interno del gdl CAD un GAC (gruppo di acquisto collettivo ) che si fa carico di reperire e utilizzare fonti di approvvigionamento collettivo , delle sementi e del materiale di propagazione , delle materie prime necessarie alla Preparazione/Trasformazione , dei foraggi ; etc... Questo gruppo cercherà di risolvere le varie criticità di approvvigionamento all'interno del CCF (una delle proposte di lavoro è la gestione di un VIVAIO CCF con individuazione di un esperto disponibile a curarlo, entro il mese di marzo).






art. 6

PATTO DI SOLIDARIETA' e DICHIARAZIONI DI IMPEGNO ( accesso alle informazioni, partecipazione attuazione SGP, aggiornamento dei dati informativi, cooperazione)

Patto di Solidarietà SGP CORTOCIRCUITO FLEGREO


Il seguente PATTO è stipulato tra i produttori di CortoCircuito Flegreo e l'associazione CortoCircuito Flegreo ( rete di partenariato produttori-consum-attori).

Il Patto è funzionale alla attivazione di un serio e responsabile SISTEMA DI GARANZIA PARTECIPATIVA e propedeutico , nelle more di un suo esito positivo, all'attivazione del marchio SGP CortoCircuito flegreo.

L'accettazione del Disciplinare Qualità e Eticità Cortocircuito flegreo è condizione preliminare per la firma del PATTO.

INSIEME vogliamo costruire pratiche di filiera corta che garantiscano una relazione diretta e cooperante tra produttori e consum-attori, in un rapporto vincolato reciprocamente dalla responsabilizzazione riguardo il mercato alimentare, le prassi di cooperazione e solidarietà , il futuro della produzione agricola sostenibile italiana e la diffusione dell'economia sociale e solidale.

Per fare questo dobbiamo partire da regole minime certe e rispettate da tutti, con spirito di collaborazione e condivisione.
Pertanto le nostre produzioni, i nostri processi produttivi, i nostri scambi devono essere totalmente trasparenti e garantiti dalla responsabilità collettiva.

A tal fine ci impegnamo :
- a rispettare il regolamento di autodisciplina dell’Associazione Corto Circuito flegreo che stabiliamo e approviamo insieme nell'assemblea del 17 Febbraio 2013
- a concretizzare la praticabilità del sistema di garanzia partecipativa che attiveremo dal giorno successivo l'assemblea ( costituzione del gdl SGP , visite, valutazioni collegiali, impegno all'adeguamento in tempi certi alle pratiche di conversione colturale, richiesta di analisi, sanzioni, etc.. )
- a favorire , nel caso di eventuali approfondimenti, l'accesso alla documentazione comprovante i processi produttivi e le caratteristiche organolettiche dei prodotti;
  • a Partecipare attivamente al Sistema Partecipativo di Garanzia attraverso una disponibilità di tempo ed impegno formalmente resi;
  • A dare disponibilità per la costituzione del GAC ( gruppo di acquisto collettivo per semi, piantine, foraggi, approvvigionamenti vari, etc.)

Inoltre pensiamo che un atto di responsabilizzazione passi anche dalla gestione collettiva e solidaristica delle fonti di finanziamento e dell'uso di monete relazionali (SCEC) che rafforzino lo scambio tra i soci (non solo produttori).
Pertanto, ci impegniamo ad utilizzare nelle modalità consuetudinarie , gli SCEC ( sconto in scec con percentuali dal 10 al 20%) .Con dichiarazione esplicita al Banco dell'utilizzo dello stesso.

Ci impegniamo alla costituzione di un Fondo di Solidarietà la cui destinazione e entità sarà stabilita dall'Assemblea.
Per la destinazione, la proposta è una divisione in percentuale di questo tipo: 40% finanziamento progetti di filiera co-produttiva e co-finanziata; 40% facilitazione di acquisto ( o conto capitale per ulteriore richiesta di finanziamento) di risorse comunitarie ( attrezzi agricoli, sementi, foraggi, costituzione di cooperativa, avvio laboratori, etc...); 20% sostegno alle difficoltà contingenti ed emergenziali;
Per la entità si propone la quota di 10 euro annui x socio.
Il Fondo va su una contabilità dedicata, su cui interviene l'assemblea annualmente.
Le proposte avanzate non sono state discusse e si rimanda a prox assemblea.


I Soci CCF riconoscono:
  • che, in caso di comportamento scorretto del singolo socio, sollevano il GdL Coerenza e Aderenza al Disciplinare (CAD) di Cortocircuito Flegreo da ogni responsabilità di natura civile, penale e fiscale;
  • che il GdL CAD è incaricato di verificare –anche con l’ausilio di esperti esterni- il rispetto del presente Regolamento e di provvedere a togliere dalla vendita i prodotti dubbi e/o non conformi;
  • che il gdl può avere libero accesso in ogni momento all’azienda medesima ed alle documentazioni necessarie per la verifica di quanto dichiarato;
  • che possono essere effettuate analisi sui loro prodotti, nel caso il gdl ne evidenzi la necessità.

La validità del presente Regolamento di autodisciplina con le eventuali verifiche, variazioni e miglioramenti, viene sottoscritto dall’assemblea dei soci in data odierna.



IL Produttore , ................................si impegna a rispettare il PATTO di SOLIDARIETA'
Il Socio ............................................si impegna a rispettare il PATTO DI SOLIDARIETA'



art.7

AUTOFORMAZIONE
Alcune vincoli e requisiti del disciplinare saranno raggiunti attraverso l'attivazione necessaria di step formativi che permettano la prassi dell'apprendimento collettivo. Costituiamo a tal fine il gdl Formazione ( nell'ambito dell'assemblea di individuano e nominano gli aderenti al gdl formazione – minimo 3 persone)
In taluni casi la partecipazione ai seminari è vincolante per la vendita ai banchi ( ad esempio:CONSERVE e Prodotti erboristici)


art. 8
PREZZO TRASPARENTE

Nell'ambito dell'attivazione del processo SGP i produttori delle principali filiere produttive ( ad esempio : grano, olio, vino, pomodoro, etc..)si impegnano a definire il Prezzo trasparente costruendo in maniera condivisa la scheda relativa.



Art.9
LAVORO DIGNITOSO
la paga dignitosa è quella corrispondente con il salario da contratto agrario.


Art.10
Modalità di vendita diversa dalla vendita diretta .
  • E' possibile previa comunicazione al gdl CAD e in via eccezionale es .(max 3 volte anno) la distribuzione presso il banchetto ccf del/i prodotto/i di un socio ccf momentaneamente assente, sempre che si sia presentato alla Assemblea ccf e che abbia partecipato ad alcune assemblee durante l' anno. Osservazione suggerita e accolta
  • fermo restando che rimane l'opzione dell'adozione di un produttore-prodotto che non può essere venduto dal produttore per motivi oggettivi (per esempio anziano o lontano) e che dunque può essere venduto solo al banchetto ccf previa associazione e presentazione dello stesso.



ART.11

PROGRESSIVITA' E GRADUALITA' DELL'ADEGUAMENTO AL DISCIPLINARE. EVENTUALI SANZIONI E ESPULSIONI

E' istituito il Gdl CAD Qualità e Eticità CCF . I suoi aderenti sono individuati e nominati nella data odierna in questa assemblea. E' operativo dal 1 Marzo.
Si fa carico di individuare la progressività temporale di adeguamento al disciplinare approvato da parte dei produttori CCF, le modalità di controllo e sanzionamento , l'attivazione dell'SGP, l'attivazione del GAC , del gruppo formazione , e le modalità di espulsione dal Circuito.



Tabella I 
Concimi ed ammendanti ammessi

Prodotti composti o contenenti
unicamente le sostanze di seguito
elencate:
Letame
Prodotto costituito da un miscuglio di deiezioni animali e
materiali vegetali (lettiera)
Proibiti se provenienti da allevamenti industriali
Letame essiccato e pollina Proibiti se provenienti da allevamenti industriali
Effluenti di allevamento
compostati,
compresi pollina e stallatico
compostato
Proibiti se provenienti da allevamenti industriali
Effluenti di allevamento liquidi Uso: previa fermentazione controllata e/o diluizione adeguata
Proibiti se provenienti da allevamenti industriali
Rifiuti domestici compostati o
fermentati
Prodotto ottenuto da rifiuti domestici separati alla fonte,
sottoposti a compostaggio o a fermentazione anaerobica per
la produzione di biogas.
Solo rifiuti domestici vegetali e animali
Solo se prodotti all'interno di un sistema di raccolta chiuso e
sorvegliato, ammesso dallo Stato membro
Concentrazioni massime in mg/kg di sostanza: cadmio: 0,7;
rame: 70; nichel: 25; piombo: 45; zinco: 200; mercurio: 0,4;
cromo (totale): 70; cromo (VI): 0
Torba Impiego limitato all'orticoltura (colture orticole, floricole,
arboricole, vivai)
Residui di fungaie La composizione iniziale del substrato deve essere limitata ai
prodotti del presente allegato
Deiezioni di vermi (Vermicompost)
e di
insetti
Guano
Miscela di materiali vegetali
compostata o fermentata
Prodotto ottenuto da miscele di materiali vegetali sottoposte
a compostaggio o a fermentazione anaerobica per la
produzione di biogas
Prodotti o sottoprodotti di origine
animale di seguito elencati:
farina di sangue
farina di zoccoli
farina di corna
farina di ossa, anche degelatinata
farina di pesce
farina di carne
pennone
lana
pellami (1)
pelli e crini (1)
prodotti lattiero-caseari
Concentrazione massima in mg/kg di sostanza secca di
cromo (VI): 0
Prodotti e sottoprodotti di origine
vegetale per la fertilizzazione
Esempi: panelli di semi oleosi, gusci di cacao, radichette di
malto
Alghe e prodotti a base di alghe Se ottenuti direttamente mediante:
i) processi fisici comprendenti disidratazione, congelamento e
macinazione;
ii) estrazione con acqua o soluzione acida e/o alcalina;
iii) fermentazione
Segatura e trucioli di legno Legname non trattato chimicamente dopo l'abbattimento
Cortecce compostate Legname non trattato chimicamente dopo l'abbattimento
Cenere di legno Proveniente da legname non trattato chimicamente dopo
l'abbattimento
Fosfato naturale tenero Prodotto definito al punto 7 dell'allegato IA.2. del
regolamento (CE) n. 2003/2003 del Parlamento europeo e del
Consiglio (1) relativo ai concimi
Tenore di cadmio inferiore o pari a 90 mg/kg di P205
Fosfato alluminocalcico Prodotto definito al punto 6 dell'allegato IA.2. del
regolamento (CE) n. 2003/2003
Tenore di cadmio inferiore o pari a 90 mg/kg di P205
Impiego limitato ai terreni basici (pH > 7,5)
Scorie di defosforazione Prodotto definito al punto 1 dell'allegato IA.2. del
regolamento (CE) n. 2003/2003
Sale grezzo di potassio o kainite Prodotto definito al punto 1 dell'allegato IA.3. del
regolamento (CE) n. 2003/2003
Solfato di potassio, che può
contenere
sale di magnesio
Prodotto ottenuto da sale grezzo di potassio mediante un
processo di estrazione fisica e che può contenere anche sali di
magnesio
Borlande ed estratti di borlande Escluse le borlande estratte con sali ammoniacali
Carbonato di calcio (creta, marna,
calcare macinato, litotamnio,
maerl, creta fosfatica)
Solo di origine naturale
Carbonato di calcio e di magnesio Solo di origine naturale (ad es.: creta magnesiaca, magnesio
macinato, calcare)
Solfato di magnesio (kieserite) Solo di origine naturale
Soluzione di cloruro di calcio Trattamento fogliare su melo, dopo che sia stata evidenziata
una carenza di calcio
Solfato di calcio (gesso) A Prodotto definito al punto 1 dell'allegato ID del
regolamento
(CE) n. 2003/2003
Solo di origine naturale
Fanghi industriali provenienti da
zuccherifici
Sottoprodotto della produzione di zucchero di barbabietola
Fanghi industriali derivanti dalla
produzione di sale mediante
estrazione per dissoluzione
Sottoprodotto della produzione di sale mediante estrazione
per dissoluzione da salamoie naturali presenti in zone
montane
Zolfo elementare Prodotto definito nell'allegato ID.3 del regolamento (CE)
n. 2003/2003
Oligoelementi Microelementi inorganici elencati nella parte E dell'allegato I
del regolamento (CE) n. 2003/2003
Cloruro di sodio Unicamente salgemma
Farina di roccia e argille
SPG “Pedagogia della terra” – materiali di lavoro per i Comitati locali: bozza di protocollo – produzioni vegetali


Tabella II Prodotti ammessi per la difesa delle piante

1. Sostanze di origine vegetale o animale
Denominazione Descrizione, requisiti di composizione, condizioni per l'uso
Azadiractina estratta da
Azadirachta
indica (albero del neem)
Insetticida
Cera d'api Protezione potatura
Gelatina Insetticida
Proteine idrolizzate Sostanze attrattive, solo in applicazioni autorizzate in
combinazione con altri prodotti adeguati del presente elenco
Lecitina Fungicida
Oli vegetali (ad es.: olio di menta,
olio
di pino, olio di carvi)
Insetticida, acaricida, fungicida e inibitore della
germogliazione
Piretrine estratte da
Chrysanthemum
cinerariaefolium
Insetticida
Quassia estratta da Quassia amara Insetticida, repellente
Rotenone estratto da Derris spp.,
Lonchocarpus spp. e Therphrosia
spp.
Insetticida
2. Microrganismi utilizzati nella lotta biologica contro i parassiti e le malattie
Denominazione Descrizione, requisiti di composizione, condizioni per l'uso
Microrganismi (batteri, virus e
funghi)
3. Sostanze prodotte da microrganismi
Denominazione Descrizione, requisiti di composizione, condizioni per l'uso
Spinosad Insetticida
Solo quando sono adottate misure volte a minimizzare il
rischio per i principali parassitoidi e il rischio di sviluppo di
resistenza
4. Sostanze da utilizzare in trappole e/o distributori automatici
Denominazione Descrizione, requisiti di composizione, condizioni per l'uso
Fosfato di diammonio Sostanza attrattiva, soltanto in trappole
Feromoni Sostanze attrattive; sostanze che alterano il comportamento
sessuale; solo in trappole e distributori automatici
Piretroidi (solo deltametrina o lambdacialotrina)
Insetticida; solo in trappole con specifiche sostanze attrattive;
solo contro Bactrocera oleae e Ceratitis capitata Wied.
SPG “Pedagogia della terra” – materiali di lavoro per i Comitati locali: bozza di protocollo – produzioni vegetali
A.T. / G.V. 13 marzo 2012 6/6
5. Preparati da spargere in superficie tra le piante coltivate
Denominazione Descrizione, requisiti di composizione, condizioni per l'uso
Fosfato ferrico [ortofosfato di ferro
(III)]
Molluschicida
6. Altre sostanze di uso tradizionale in agricoltura biologica
Denominazione Descrizione, requisiti di composizione, condizioni per l'uso
Rame sotto forma di idrossido di
rame,
ossicloruro di rame, solfato di
rame (tribasico), ossido rameoso,
ottanoato
di rame
Fungicida
Massimo 6 kg di rame per ettaro l'anno
Per le colture perenni, in deroga a quanto sopra, La
Commissione di garanzia può autorizzare il superamento, in
un dato anno, del limite massimo di 6 kg di rame a condizione
che la quantità media effettivamente applicata nell'arco dei
cinque anni costituiti dall'anno considerato e dai quattro anni
precedenti non superi i 6 kg
Etilene Sverdimento di banane, kiwi e cachi; sverdimento di agrumi
unicamente nell'ambito di una strategia mirante e prevenire
gli attacchi della mosca della frutta; induzione della fioritura
dell'ananas; inibizione della germinazione delle patate e delle
cipolle
Sale di potassio di acidi grassi
(sapone
molle)
Insetticida
Allume di potassio (calinite) Prevenzione della maturazione delle banane
Zolfo calcico (polisolfuro di calcio) Fungicida, insetticida, acaricida
Olio di paraffina Insetticida, acaricida
Oli minerali Insetticida, fungicida; solo su alberi da frutta, viti, ulivi e
colture tropicali (ad
esempio banani)
Permanganato di potassio Fungicida, battericida; solo su alberi da frutta, ulivi e viti
Sabbia di quarzo Repellente
Zolfo Fungicida, acaricida, repellente
7. Altre sostanze
Denominazione Descrizione, requisiti di composizione, condizioni per l'uso
Idrossido di calcio Fungicida
Solo su alberi da frutta, compresi i vivai, per combattere la
Nectria galligena
Bicarbonato di potassio Fungicida




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