mercoledì 16 novembre 2011

LA RETE DEL CAFFE' SOSPESO




10 DICEMBRE - GIORNATA DEL CAFFÈ SOSPESO
La “Rete del Caffè Sospeso” promuove il recupero di una antica usanza solidale, nei bar, nella cultura… nella vita
La “Rete del caffè Sospeso - festival, rassegne e associazioni culturali in mutuo soccorso” invita i bar ed i locali d’Italia a riprendere l’antica usanza napoletana che consisteva nel lasciare un caffè ‘sospeso’ per chi non poteva permetterselo…
Una pratica che la Rete promuove anche nella cultura e nella vita quotidiana
http://www.caffesospeso.wordpress.com/
A Napoli c’era in passato un’usanza molto curiosa: quella del “Caffè Sospeso”. Chi era meno abbiente poteva trovare al bar un caffè in omaggio pagato da un precedente avventore, che lo lasciava in ‘sospeso’ per persone meno fortunate che non potevano permetterselo. Non si trattava di elemosina ma di un atto di condivisione dei problemi, solidarietà e comprensione.
La “Rete del Caffè Sospeso - festival, rassegne e associazioni culturali in mutuo soccorso” è nata a Napoli il 14 novembre 2010 da 7 festival italiani che hanno deciso di unire le forze e fare rete scambiandosi idee, progetti e prodotti culturali per sopravvivere o addirittura crescere in questi difficili tempi di crisi economica e tagli alla cultura.
In poco più di un anno di vita la Rete ha creato significativi scambi e condivisioni fra i 7 festival, ha ottenuto diverse nuove adesioni ed ha ora deciso di istituire, in concomitanza con la Giornata Internazionale dei Diritti Umani, il 10 dicembre - Giornata del Caffè Sospeso, iniziativa che si pone l’obiettivo di proporre la ripresa dell’antica usanza partenopea in bar e locali d’Italia e di conseguire nuove adesioni alla Rete attraverso la diffusione, nel settore della promozione culturale e nella vita quotidiana in genere, della filosofia solidale su cui si fonda.
Il 10 dicembre ogni festival e associazione della Rete organizzerà un evento; il programma è attualmente in via di definizione.
In http://www.caffesospeso.wordpress.com/ è possibile trovare maggiori informazioni, curiosità e consultare la lista di associazioni, festival e locali che hanno fino ad ora aderito alla Rete.
Tutte le realtà che desiderano aderire possono scrivere a caffesospeso@hotmail.it .
La Rete è sostenuta anche dal Sindaco di Napoli Luigi De che ha dichiarano di aderire ai principi e agli obiettivi di questa associazione rendendosi disponibile a partecipare ad iniziative future.
Particolarmente significativo è stato l’avvio della pratica al Bar Royal Cafè di Lampedusa nel periodo di maggior emergenza sbarchi, durante lo scorso inverno, in cui numerosi giornalisti e lampedusani lasciavano un caffè sospeso ai migranti che vagavano in cerca di un aiuto.
La Rete del Caffè Sospeso è stata costituita dalla Rete dei Comuni Solidali http://www.comunisolidali.org/, dall’ASGI – Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione http://www.asgi.it/ e da questi 7 festival: Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli http://www.cinenapolidiritti.it/, Valsusa Filmfest della Valle di Susa (TO) http://www.valsusafilmfest.it/, Lampedusainfestival di Lampedusa (AG) http://www.lampedusainfestival.com/, Festival S/paesati di Trieste http://www.spaesati.org/, Filmfestival sul Paesaggio di Polizzi Generosa (PA) http://www.madonie.info/, Marina Cafè Noir - festival di letterature applicate di Cagliari http://www.marinacafenoir.it/ e Riaceinfestival di Riace (RC) http://www.riaceinfestival.it/.
La Rete si propone di offrire spazi culturali liberi, come si può offrire un caffè ad uno sconosciuto, lavorando in rete con uno spirito di solidarietà che ricorda quello del “caffè sospeso”. Unire le forze per una nuova declinazione del termine “Festival”, per un legame tra resistenze culturali che offra informazione alternativa e buona politica, navigando lungo un canale indipendente di diffusione del documentario e di condivisione delle arti in genere, dando vita a strumenti in grado di coinvolgere i territori su temi di forte contenuto sociale. Un progetto che prevede il mutuo sostegno di varie organizzazioni culturali sparse sul territorio nazionale, in grado di costruire ponti di cooperazione internazionale e intercettare la domanda di libertà, di autorganizzazione e di solidarietà delle comunità più deboli, dalle minoranze metropolitane emarginate alle comunità rurali minacciate dallo sfruttamento intensivo della terra e dell’acqua, dall’umanità silenziosa e sofferente delle carceri e degli ospedali psichiatrici alla marea di immigrati oppressi da nuove schiavitù, fino ai lavoratori precari e agli studenti che rivendicano il diritto allo studio per tutti.
Ufficio Stampa – Gigi Piga - cell. 3480420650 – press@comunisolidali.org

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